Riferimento: Art. FRNA/592
Il Fregio in Metallo del 33° Battaglione Fanteria d’Arresto “Ardenza” – Divisione “Folgore” è un distintivo di forte valore storico e collezionistico, ideale per valorizzare il basco con un segno identitario autentico. In metallo argentato brunito, presenta un gladio romano fra due ali che si uniscono in basso; al centro, presso l’impugnatura, il disco porta-numero “33” Ardenza. Linee pulite, rilievi definiti e finitura sobria lo rendono un elemento esclusivo, resistente e curato nei dettagli.
Un fregio da intenditori: non solo estetica, ma un codice di reparto legato alle opere difensive del Nord-Est e alla dottrina dell’arresto.
Nel lessico operativo della Guerra Fredda, “arresto” non era un’etichetta generica: indicava reparti orientati a fermare e canalizzare l’avversario in settori prestabiliti, sfruttando sbarramenti, linee di terreno, capisaldi e, soprattutto, opere permanenti. Il 33° “Ardenza” rientra in questa logica: presidio, tenuta, controllo degli accessi e difesa strutturata del territorio.
Dopo la ristrutturazione 1975/1976, diverse opere permanenti sul Carso furono presidiate dal 33° Battaglione Fanteria d’Arresto “Ardenza”, inquadrato nella Brigata “Gorizia”.
È uno dei dettagli più “di settore”: quando si parla di Ardenza, spesso si sottintende proprio il legame con quel sistema difensivo territoriale.
Il 33° btg. f. arr. “Ardenza” viene costituito il 1° ottobre 1976 sulla base dei quadri del III battaglione del 53° Reggimento d’Arresto “Umbria” ed eredita dal 33° “Livorno” bandiera, tradizioni e motto.
Sede: Fogliano Redipuglia, con distaccamento a Perteole (Ruda); inizialmente inquadrato nella Brigata Meccanizzata “Gorizia”, parte della Divisione “Folgore”.
La Divisione “Folgore” viene sciolta il 31 ottobre 1986 con l’abolizione del livello divisionale.
Da quel momento il 33° “Ardenza” cambia cornice d’impiego: risulta inquadrato nella Brigata “Vittorio Veneto” (passaggio indicato nelle ricostruzioni storiche del reparto).
Il battaglione risulta sciolto il 30 novembre 1991 a Fogliano Redipuglia.
Materiale: metallo
Finitura: argentato brunito, scelta premium perché:
aumenta il contrasto nei rilievi (effetto tridimensionale)
offre un aspetto sobrio e “istituzionale”
rende meno evidenti microsegni rispetto al lucido
Il fregio riproduce:
gladio romano centrale
due ali laterali che si riuniscono in basso
disco porta-numero presso l’impugnatura del gladio con “33” Ardenza
È un impianto tipico e riconoscibile, pensato per essere letto a colpo d’occhio: arma centrale (funzione), ali (prontezza/identità), numero (appartenenza).
Il gladio è un richiamo diretto alla disciplina e alla tradizione militare; nel contesto dei reparti d’arresto sottolinea la funzione di difesa strutturata e “tenuta” del settore.
Le ali, oltre al richiamo iconografico a unità inquadrate in una grande unità prestigiosa come la “Folgore”, comunicano visivamente slancio e prontezza. La loro chiusura in basso “stringe” l’insieme: un dettaglio grafico coerente con il concetto di sbarramento/arresto.
Il brunito non è decorazione fine a sé stessa: è una finitura che migliora la leggibilità e conferisce un tono serio, non appariscente, molto apprezzato da collezionisti e uniformologi.
Esclusivo e distintivo: reparto d’arresto, oggi sciolto, con forte specificità storica.
Dettaglio di status: non “un fregio qualunque”, ma un segno che identifica una nicchia di storia dell’EI.
Cura nei dettagli: rilievi netti, proporzioni equilibrate, finitura coerente con un impiego di rappresentanza o collezione.
Collezionismo e militaria italiana (Guerra Fredda, difesa territoriale, reparti d’arresto)
Uniformologia: completamento basco in esposizioni, teche, ricostruzioni storiche non operative
Allestimenti tematici: “Soglia di Gorizia”, Carso, Brigate e riorganizzazioni 1976–1991
Il fregio del 33° “Ardenza” è legato a una specifica identità numerica e a un contesto storico preciso.
Un fregio da Fanteria “standard” è più trasversale: meno caratterizzante sul piano collezionistico, ma più universale.
Brunito (questo): più sobrio, più “profondo” nei rilievi, meno manutenzione estetica.
Lucido: più brillante, ma più sensibile a impronte e segni e spesso meno “operativo” come resa.
Metallo: impatto visivo, durata, definizione dei dettagli.
Ricamato: resa più morbida e tessile, spesso preferita per alcune configurazioni, ma meno “scultorea” del metallo.
Fregi per basco Esercito Italiano (metallo e ricamati)
Fregi e distintivi Divisione “Folgore”
Fregi Fanteria d’Arresto (sezione dedicata)
Fregi Fanteria (standard) e specialità EI
Teche, cornici e supporti per collezionismo militari
La Divisione “Folgore” viene sciolta il 31 ottobre 1986 con l’abolizione del livello divisionale.
Dopo il 1986, nel riassetto successivo allo scioglimento divisionale, il 33° “Ardenza” viene ricondotto a un’identità più “ampia” e, nella memoria collezionistica, si associa al fregio da “Fanteria” (contesto post-divisione), pur mantenendo la propria storia di reparto.
Selezione specializzata: scelta di articoli coerenti con uniformologia e collezionismo, non prodotti generici.
Qualità e durata: finiture pensate per mantenere resa e integrità nel tempo.
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Il fregio è in metallo argentato brunito o in finitura lucida ?
Il fregio è realizzato in metallo con finitura argentata brunita, una scelta che garantisce maggiore sobrietà estetica, migliore definizione dei rilievi e minore visibilità di micrograffi rispetto alle finiture lucide.
Il disco porta-numero “33” è integrato nel fregio ?
Sì. Il disco con il numero “33” è parte integrante del fregio ed è posizionato presso l’impugnatura del gladio, secondo l’impostazione iconografica storica del reparto “Ardenza”.
Il fregio è adatto sia al basco sia all’esposizione in teca ?
Certamente. Il fregio è progettato per l’applicazione sul basco, ma grazie alla qualità del metallo e alla finitura brunita è ideale anche per esposizioni statiche, teche da collezione e allestimenti uniformologici.
Qual è la differenza tra un fregio di Fanteria d’Arresto e un fregio da Fanteria “standard” ?
Il fregio di Fanteria d’Arresto identifica reparti specializzati nella difesa territoriale e nelle opere permanenti, con una forte caratterizzazione numerica e storica. Il fregio da Fanteria standard, invece, è più generico e rappresenta l’arma nel suo complesso, senza riferimento a specifiche funzioni difensive.
Come si pulisce correttamente un fregio brunito senza danneggiarlo ?
È consigliato utilizzare un panno morbido e asciutto. In caso di sporco leggero, è possibile impiegare prodotti specifici per metalli non abrasivi, evitando paste lucidanti aggressive che potrebbero alterare la finitura brunita.
Quando è stato costituito e quando è stato sciolto il 33° Fanteria d’Arresto “Ardenza” ?
Il 33° Battaglione Fanteria d’Arresto “Ardenza” è stato costituito il 1° ottobre 1976 e sciolto il 30 novembre 1991, nell’ambito della riorganizzazione dell’Esercito Italiano successiva alla fine della Guerra Fredda.
Quale relazione ha avuto il reparto con la Divisione “Folgore” e cosa cambia dopo il 1986 ?
Il 33° “Ardenza” fu inquadrato nella Divisione “Folgore” fino al 31 ottobre 1986, data di scioglimento della Divisione. Dopo tale data, il reparto perse il riferimento divisionale e, nella fase finale, venne ricondotto a un’identità più ampia di Fanteria, elemento che incide anche sull’interpretazione storica dei fregi successivi.
È possibile abbinarlo ad altri fregi “Folgore” o d’Arresto per una collezione tematica ?
Sì. Il fregio del 33° “Ardenza” si presta perfettamente a collezioni tematiche dedicate alla Divisione Folgore, alla Fanteria d’Arresto, alla difesa territoriale del Nord-Est e alla dottrina militare della Guerra Fredda.
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Riferimento: Art. FRNA/592
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Riferimento: Art. 1965
Riferimento: Art. 1435
Riferimento: Art. FRAN/592
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Riferimento: Art. C/BS 98
Riferimento: Art. C/BS 99
Riferimento: Art. SC/8214
Riferimento: Art. C/BS 99
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Riferimento: Art.1893
Riferimento: Art. 1929
Riferimento: Art. 1985
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Riferimento: Art. 2239
Riferimento: Art. 4120